16 agosto 2014: La serata ideata e organizzata dal Circolo Piaroa Legambiente

Consulenza musicale e registrazioni live: Nadia Martina con Janda Ensemble Popolare e Shanà Tovà. Voce narrante: Giuseppe Ponzini

Centro storico sinfonico copertina
Centro storico sinfonico p 13
 
 
Apulia

Nell'immagine in alto la rappresentazione iconografica della Puglia, riprodotta nell'Iconologia del Ripa, e, a destra, il testo che la descrive, utilizzato per la realizzazione della stazione "Apulia". 

Usate il link qui a destra per ascoltare "Apulia". I brani musicali che accompagnano la narrazione sono due versioni di Antidotum Tarantulae.

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Apulia

Cesare Ripa, nell'Iconologia ovvero Descrittione di diverse Imagini cavate dall'antichità et di propria inventione [edizione del 1603], così descrive la Puglia

Donna di carnagione adusta, ch'essendo vestita d'un sottil velo, habbia sopra d'esso alcune tarantole, simili a' ragni grossi rigati di diversi colori, starà detta figura in atto di ballare, havrà in capo una bella ghirlanda di olivo, con il suo frutto et con la destra mano terrà con bella gratia un mazzo di spighe di grano e un ramo di mandole con le foglie e frutto, haverà da una parte una cicogna che habbia un serpe in bocca et da l'altra diversi instromenti da sonare et in particolare un tamburino et un pifaro. Fu da gl'antichi chiamata questa Provincia Apulia da Apulo antichisimo Re di questo luogo, che quivi venne ad habitare molto tempo avanti la guerra di Troia. Dipingesi di carnagione adusta et vestita di sottil velo, per dimostrare il gran calore et siccità che nella Puglia per lo più si trova, per la qual cosa fu costretto Oratio a dire “SiticulosaeApuliae”, nominandola così piena di sete. Le tarantole sopra il vestimento e macchiate di diversi colori vi si rappresentano come animali notissimi e unichi in questa Provincia, come anco per dimostrare (secondo che riferisce il Mattiolo sopra Dioscoride) la diversità del loro veneno, percioché mordendo esse alcuno ne succedono diversi et strani accidenti: alcuni cantano, alcuni ridono, alcuni piangono, chi grida, chi dorme, chi veglia, chi salta, chi trema, chi suda, et chi patisce altri diversi accidenti et fanno pazzie come se fossero spiritati et ciò da altro non procede se non dalle diverse nature sì di questi animali come ancora di quelli che sono da essi morsicati et anco secondo i giorni e l'hore. La diversità de gli instromenti da sonare dimostra che il veleno di questi animali (come narra il Mattiolo nel luogo sopradetto) universalmente si mitiga et si vince con la musica de' suoni et però si costuma di far sempre sonare, dì et notte, sinché l'offeso sia sanato, imperoché il lungo suono et il lungo ballare (che perciò si rapresenta questa figura stia in atto di ballare) provocando il sudore gagliardamente vince al fine la malignità del veleno et ancorché detti instrumenti per ogni parte si costumano volontariamente per gusto et delettatione, nondimeno in questa Provincia si adoprano non solo a questo fine, ma per neccessità, come si è detto. Gli si dipinge a canto la cicogna con il serpe in bocca, perché questo animale in niun'altra parte dell'Italia fa il nido che in questa, onde si dice esservi pena della vita a chi ammazza le cicogne per il benefitio che esse apportano con il tenere netto il paese dalle serpe. Le spighe del grano, la ghirlanda dell'olivo et il ramo di mandolo ne dimostrano come in questa Provincia vi è tanta abondanza di grano, orzo, olio, et mandole, che, facendo paragone di essa Provincia al resto d'Italia, si può dire che essa ne proveda più d'ogn'altra, dove che non solamente questa regione ne ha quantità per sé, ma ne abonda per molti altri luoghi ancora.